la condanna

l'isola circondata
dal malumore affonda,
se v'era un sogno
ora v'è solo veglia,
infinita e inutile veglia,

l'attimo che m'illudevo
di poter cambiare
era solo un miraggio
di altre vite, i più
restano sempre uguali,
fino in fondo, cambiano
solo alcune abitudini,
i modi di dire,
le banalità.

oggi che non ho sali per rinvenire
dal mio mancamento,
stordito come una bestia
qualsiasi, vago ferito e pronto
ad essere sbranato da chi vorrà;
la legge dei più forti,
sempre questa impera,
e mi avrà nella piazza,
nel silenzio ignavo dei deboli,
che mai sapranno reagire,
che mai potranno capire,
nè reagire.

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