il tempo di una canzone
e di una sigaretta
per scrivere una poesia
che parli degli occhi
di una ragazza in piedi
sull'autobus, di fronte a me,
porta capelli ricci e
voluminosi, le vanno sul
volto e portano ai suoi
occhi, tristi, le è
successo qualcosa ma
io non posso indovinare,
si tiene ai sostegni con
entrambe le mani ed ha
una postura molto sensuale,
è giovane e bella,
potrebbe essere la ragazza
che amerei per il resto
della mia vita ma
non le rivolgo parola,
piuttosto vado in introspezione,
come lei, contempliamo entrambi
la strada e le vetrine che ci
passano davanti, io non so
perchè, lei probabilmente sì,
io so la soluzione che invece
a lei sfugge, ma non la
metto in pratica,
non c'è tempo,
la poesia sta per finire,
della sigaretta rimangono
pochi tiri,
la canzone si spegne,
c'è un piccolo silenzio,
i suoi occhi che non dicono
nulla, la città che non dice
nulla, la vita che non parla,
io che sto inspiegabilmente
zitto.
cosa diavolo ci faccio ancora
qui? scendo dall'autobus e
lei anche, prendiamo due strade
diverse, piove come da copione,
è sera, la guardo andare
via per un attimo, poi
spengo la sigaretta e
finisco la poesia,
i suoi occhi sono volati
altrove.
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