una strana scommessa con la vita

la riunione di questo condominio
si svolge in clamoroso silenzio,
gli inquilini di tutti questi piani
stanno zitti e respirano pesantemente
mentre si legge l'ordine del giorno
e tutti guardano il soffitto o
guardano le pareti o guardano il vuoto.

un oceano di sangue nei polmoni di
queste anime mi rende triste come
sapere che domani dovrò svegliarmi
ancora in una giornata come questa,
le due cose non hanno attinenza ma
non riesco a pensare a nient'altro
così incrocio le dita e resto in silenzio
anch'io, a divorare i miei pensieri
in modo che questi non facciano rumore.

l'amministratore ha una mano fra i capelli
e il listino delle spese è così lungo,
bisogna riparare le crepe, aggiustare
gli infissi, le tubature, ridipingere
la facciata che ormai si è scrostata e ci
fa apparire tutti per quello che siamo,
fatto pressochè inaccettabile se ci pensi
un attimo, ma io commetto l'errore di
pensarci più di un attimo così mi ritrovo
ad una profondità maggiore rispetto ai
presenti e ovviamente la cosa non può
che non giovarmi.

le candele, le candele, le candele,
accese di giorno, hanno tagliato la luce e
tolto i tappeti, hanno licenziato il portiere
e mandato a casa la donna che puliva le scale,
gli ombrelli piovono e le piante scolorano,
le ortiche abbracciano i nostri balconi e
tutti insieme dormiamo nel fuoco,
baciati dal freddo nonostante tutto,
amore mio, sei così lontano che quasi
dimenticavo di citarti, ma questo oramai
ha poco senso, perchè all'ordine del giorno
c'era anche la tua eliminazione,
fisica e spiriturale.

io cammino nell'atrio di quello che rimane
di questo fatiscente condominio, la riunione
è finita e ci aspettano le nostre camere
e i nostri letti vuoti, spiriti malati
che non siamo altro, ognuno ha sbagliato
in un attimo diverso ma non ce ne possiamo
fare una colpa, non eravamo pronti a nulla e
a nulla siamo stati capaci di reagire.

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