correre, senza luce,
in un corridoio che
assomiglia ad un grande
attico, dove tutti
stanziano e
si guardano
e
si assomigliano
per risposte,
reazioni,
istinti,
bassezze...
il conto alla rovescia
rintocca come la mano
di dio, delle multidimensioni,
dello spazio piegato
al tempo piegato
alla materia oscura
piegato all'uomo
che respira
aria putrida.
errori,
come diari,
annotati sulle nuvole striate
ed allineate,
come salvaggenti,
ma delle genti,
cosa rimane?
cosa rimane
di quelle ore
passate a sorseggiare
brandy guardando le
stelle e meravigliandoci
di quanto siamo lontani
da tutto il resto?
isolati.
nel nostro ego.
cattivi.
fin dentro il midollo.
carne umana ai barbecue,
bambini usati per tappare
le fogne, animali in serie
per annaffiare e allagare
il mondo di sangue,
così che il nostro sangue
sarò indistinguibile da
quello delle bestie,
e che tutto scorra
uguale
poiché agli occhi
degli stolti quello è
sangue che può scorrere.
io non me ne curo e
non me ne vergogno.
pulisco la canna della
mia arma perché so
che dovrà sparare,
e avrò un colpo sicuro forse
due, tre se me ne verrà
dato il tempo.
quei colpi?
eheheheh,
credete che saranno per me?
no, io non mi ucciderò,
io non sono stanco di vivere,
io sono stanco del
cancro che mi divora e
quei colpi
sono
tutti
vostri.
che vi piaccia
o che vi
disgusti,
la forma,
il messaggio,
la morale,
la fazione astrologica e ancestrale

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